E’ davvero esistito un pittore di nome Vanù?

Ho sentito in varie occasioni parlare, di un pittore asolano, al quale qualcuno ha addirittura attribuito l’affresco dell’ultima cena conservato nella cattedrale di Asola, tale artista, un certo Giovanni, era detto Vanù. Nelle mie scorribande archivistiche, ho individuato i contratti del Romanino, dello Zamara, del Facchetti, di Stefano de Fideli e di tanti, ma nulla a carico di questo pittore.
Ho rinvenuto invece diversi atti riguardanti un certo, Giovanni Paolo Piazzone e de Plazonis, figlio di Bernardo detto il Vanù, ossia Giovannone. Dal 1532 al 1659 questa persona viene spesso in contatto con la comunità asolana a causa del suo lavoro, era infatti un fornaio, un pistrinario, un pistore o per meglio dire, un pistor.
Mi sorge quindi il dubbio: è esistito davvero un pittore detto Vanù, o invece qualcuno ha letto pictor invece di pistor e ha tramutato un fornaio in pittore? 

( ACA, Archivio storico, sez. registri, reg, n. 64, foglio 109 e altri)